Keros

L’isola di Keros si trova di fronte a Pano e Kato Koufonissi e oltre a donare una bellissima vista alle due isole è anche famosa per il suo interesse archeologico.
Nell’antichità l’isola era chiamata Keria.
La prima volta in cui abbiamo notizia dell’isola è in una iscrizione del 425 a.c. dove compaiono i nomi delle città stato tassate che appartenevano all’alleanza della democrazia ateniese.
La sua area è stimata in 15042 km e la lunghezza delle sue coste è di 27 km.
Sull’isola non vi è traccia di acqua potabile e l’accesso non è facile.
L’isola è costituita di marmo bianco.

Keros è un sito archeologico protetto ed è una fonte principale e molto importante di reperti archeologici della civiltà cicladica.
A Keros sono state rinvenute due statuette molto importanti della civiltà cicladica, il suonatore di flauto (Avlitis) e l’arpista (Arpistis), ora esposti al Museo Archeologico di Atene, entrambe i ritrovamenti sono fonte di studio della vita religiosa del popolo di quel periodo.

Nel Medioevo l’isola fu utilizzata come nascondiglio dei pirati, mentre fino al 1952 apparteneva al monastero della Santa Vergine Hozoviotissa di Amorgos.

Sull’isolotto di fronte, Kavos Daskaliou, sono stati ritrovati un gran numero di reperti archeologici e statuette delle Cicladi e gli archeologi ipotizzano che l’isola sia stata un centro di culto in epoca pre cicladica, simile al Tempio di Apollo a Delo.
A Daskalio è stata trovato anche un notevole insediamento fortificato risalente a quel periodo.
Purtroppo grazie alla sua ricchezza archeologica, Keros è stata spesso saccheggiata dai contrabbandieri di antichità.
E’ da qui che proviene quello che è chiamato il Tesoro di Keros, un tempo appartenuto alla collezione Erenmager, e che oggi si trova in gran parte al Museo di Arte delle Cicladi.
L’isola fu meta di scavi dal 1963 al 1967 diretti da parte della Soprintendenza Archeologica.
Alcuni reperti di Keros sono esposti nel Museo di Naxos.
Nel 2000, una squadra diretta dall’archeologo professor Colin Renfrew ha portato alla luce una serie di nuovi reperti.

Un’esperienza rara per i visitatori di Koufonissi è nelle notti di luna piena, quando il contorno di Keros assomiglia ad una coppia che sta riposando. La donna incinta, sdraiata sembra stia testa a testa con l’uomo il cui profilo è chiaramente distinguibile.
In questi giorni Keros è disabitata e l’accesso è vietato a causa degli scavi archeologici che ancora continuano saltuariamente.
Secondo gli abitanti del posto, l’energia emanata da questa isola crea un’atmosfera di pace e di positività che si irradia in tutta Koufonissi.